MENU


Daft Punk – Random Access Memories


Il giorno in cui i Daft Punk suonarono a Torino, al Traffic nel 2007, la mia amica Vale non potè esserci e ancora adesso dopo 5 anni quando lo racconta è risentita. Perchè tutti le dicono che è stato il concerto più bello che abbiano mai visto. Io lo sentii i lo vidi e posso testimoniare che a Torino è stato il più bello. Il primo disco dei Daft Punk fece il botto, io probabilmente avevo la cassetta e la consumai. Nel tempo sono scesi un po’ sotto tono, ma ora sono tornati di nuovo con il botto. Che non fossero solo dei DJ si era capito subito, e dopo aver percorso le stade dell’elettronica hanno deciso di esprimere tutto il loro potenziale senza limiti di nessun genere. Il loro manifesto lo enuncia Giorgio Moroder nella 3° traccia “You want to free your mind about a concept of harmony and music being correct, you can do whatever you want. So nobody told me what to do, and there was no preconception of what to do”.  Appena ho letto il titolo della traccia, ancor prima di ascoltarla ho realizzato: ecco da dove arrivano i vocoder delle loro canzoni in tutti i […]
Read More ›


James Blake – Overgrown


James Blake, giovane, giovanissimo, classe 1988 ha suonato e cantato il suo album d’esordio nel 2011, lasciando a bocca aperta il pubblico elettronico, un inizio folgorante in piena epoca dubstep: quando le star come Madonna o Britney Spears fecero comparire nei loro album una traccia con suoni dubstep a sottolineare come fosse un fenomeno musicale che non può essere ignorato. James Blake creò una sonorità altamente personale tanto che qualcuno ha coniato il termine: post-dubstep. Un genio, davvero! Proiettato in un panorama frizzante di DJ e musicisti già di altissimo livello nell’ambito elettronico inglese. Dopo due EP che forse non hanno saputo mantenere il livello (“Enough thunder” e “Love what happened here”), in molti temevano un secondo album inferiore al primo. Invece il musicista maledetto, che suona di solitudini urbane in un mood musicale cupo, stupisce di nuovo. “Overgrown” è un altro capolavoro, undici tracce di cui tutte potrebbero essere singoli, mantiene l’impronta ed è più maturo rispetto al primo disco. Di se dice: “I don’t wanna be a star/But a stone on the shore/Long door, frame the wall/When everything’s overgrown”.
Read More ›