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William Eugene Smith

Scritto di 11 Giugno 2013 da

William Eugene Smith

William Eugene Smith nacque a Wichita (USA) il 30 dicembre 1918 e morì a Tucson (USA) il 15 ottobre 1978: è stato un fotografo e documentarista statunitense.

Cominciò a fotografare quattordicenne, ma di quegli non rimase traccia. Egli stesso distrusse anni dopo il suo lavoro giovanile, giudicandolo troppo scarso. Collaborò con il giornale della sua cittadina e, nel 1936, fu ammesso alla Notre Dame University dove un corso di fotografia fu istituito appositamente per il promettente giovane fotografo. Di personalità indipendente abbandonò l’università ed inizio a collaborare con il settimanale Newsweek, da cui fu però allontanato per aver rifiutato di lavorare con le macchine Graphic 4×5.

Nel 1939 viene contattato dalla rivista Life, con cui inizia una collaborazione che lo porterà, nel corso degli anni successivi, a lavorare come fotografo di guerra nell’area del Pacifico. Alcune delle immagini scattate durante queste operazioni divennero vere e proprie icone della seconda guerra mondiale, e dimostrarono la capacità di Smith di raccontare la storia in fotografia.

Il 23 maggio 1945 venne ferito al volto dall’esplosione di una granata e nei due anni successivi fu costretto a molteplici e dolorosi interventi e ad una lunga riabilitazione. La fotografia “A walk to Paradise Garden” fu la prima realizzata dopo la malattia simboleggiando contemporaneamente la rinascita dell’artista e la speranza del mondo dopo il termine del secondo conflitto mondiale.

Negli anni successivi Smith torna a collaborare con Life e realizza alcuni dei reportage più celebri pubblicati dalla rivista americana: su tutti “Spanish Village”, in cui è raccontata una cittadina spagnola in pieno franchismo, e “Country Doctor”, narrazione fotografica dell’attività di un medico generico nella campagna americana.

Il rapporto con Life finì per deteriorarsi, e con esso crollò la fiducia dell’autore verso il sistema dell’informazione americano. Nel 1971 realizzò uno dei suoi reportage più riusciti: “Minamata”, in cui fotografò i tragici effetti dell’inquinamento da mercurio in Giappone.

Ottenne nel 1976 una cattedra all’Università dell’Arizona, grazie all’interessamento di Ansel Adams, ma presto di diabete lo portò prima al coma e successivamente alla morte, che lo colse nel 1978.

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