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L’inglese e i suoi acronimi

Scritto di 6 Febbraio 2016 da

Quando vivevo in giappone imparai che il colore rosa in giapponese tradizionale si diceva “momò irò” . Peccato che la pagina web non parli perchè il suono di questo acronimo e anche il suo significato (colore della pesca) è davvero splendido. Dopo la II guerra mondiale il giappone ha perso fiducia in se stesso in maniera palpabile e ha iniziato ad usare molte parole inglesi non sono in  integrazione della lingua giapponese ma anche a sostituzione di alcune parole già presenti. Ecco che le nuove generazioni non dicono “momò irò” ma dicono “pinku”. Certo il concetto è lo stesso e la parola è più corta e sbrigativa ma il suono è davvero terrificante e anche l’aspetto visivo di pink rispetto a “colore della pesca” perde di poetica.
Queste cose non fanno bene al giappone, ai giapponesi e alla loro identità culturale.

Così mentre il computer in spagnolo è ordenador in italiano è sempre e comunque computer, questo non fa bene alla nostra identità culturale.

Negli ultimi 10? o 15 anni forse hanno iniziato a dilagare orribili acronimi presi dall’inglese la dove in italiano esistevano o non esistevano parole con significato analogo. Io non sono immune da questa roba qui purtroppo anche perchè lavorando in ambito informatico è più “naturale” che l’influenza dell’inglese sia più forte. A Milano si usano più acronimi perchè a Milano sono più avanti e anche perchè a Milano hanno un po’ la puzza sotto il naso e quindi si avvalgono dell’opzione di mettere eventualmente l’intelocutore a disagio se non è a conoscenza dell’ultimo acronimo se quest’ultimo l’acronimo non lo conosce ancora.

Mi è venuto bene di scrivere una pagina dedicata agli aconimi, e di parole di recente introduzione, aiutatemi a compilare la pagina.

IMO: acronimo di “in my opinion” significa “secondo me”

ASAP: acronimo di “as soon as possible” significa “quanto prima”, urgente

AKA: Also Known As – anche conosciuto come

FYI: For Your Interest – Per tuo interesse, si usa quando il destinatario deve essere informato di qualcosa che è successo, ma che non richiede un intervento.

LOL: Laughing Out Loud – Ridendo a crepapelle, usata nel mondo di internet per indicare divertimento nel 2011 è entrata a far parte dell’Oxford Dictionary.

MBA: Master of Business Administration, questa sigla indica un titolo di studio, post laurea molto diffuso in America. È considerato un pezzo di arredamento fondamentale da molti CEO.

OMG: Oh My God … “oh mi dio”, da non confondere con:

OGM: organismo geneticamente modificato

IO: Instead Of – invece di

EOM: End Of Message – fine della comunicazione

AFAIC: As Far As I’m Concerned – per quanto mi riguarda

AFAIK: As Far As I Know – per quanto io ne possa sapere

AFAP: As Far As Possible – il più lontano possibile

AR: Action Required: fai qualcosa 🙂

BDM: Business Decision Maker

BTW: By The Way – comunque

WBS: Write Back Soon –  ti scriverò presto, in una mail per dire a presto

TYA: To Your Attention – alla tua cortese attenzione

C/O: Care Of

AML: All My Love

COB: Close Of Business (day)

EOM: End Of Month – fine mese

FYA: For Your Approval – per visione e approvazione

MO: Month – mese

NA: Not Applicable or Not Available

OJT: On The Job Training

OT: Off Topic

TBA: To Be Announced

TBD: To Be Determined

TBC: To Be Confirmed

W/ – With; W/O: Without

WIIFM: What’s In It For Me?

Y/N: Yes/No answer requested

YOB: Year Of Birth

 

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